Storie di cibi

Fave, salame e pecorino

fave e salame

Nella tradizione genovese c’è un piatto, ma non si può definire un piatto, c’è un mangiare che tradizionalmente apre alla bella stagione. Dire “fave e salame” evoca pic-nic sui prati con tovaglie a quadretti, primavere luminose, prati fioriti, bambini che giocano. Tutto questo nell’immaginario, perché sappiamo tutti quanto poco affidabile sia la primavera, quante gite iniziate con il sole finiscono sotto un temporale, senza contare code chilometriche vista la scarsa viabilità della regione. Però il connubio è estremamente goloso e molto fresco, quindi vale la pena prepararlo comodamente a casa, e bisogna farlo in aprile e maggio, i mesi in cui le fave maturano e sono più buone e tenere.

La ricetta tradizionale prevede di accompagnare le fave, che si sbucciano al momento, con il salame di S. Olcese (un salame locale, che viene prodotto proprio a S. Olcese sulle alture di Genova, fatto con carne di maiale e carne di manzo, dolce, morbido, fresco), pecorino sardo fresco (un formaggio appena preparato dai pastori di origine sarda che pascolano le loro pecore sull’Appennino ligure).

Ma oggi il mondo è globalizzato, nel bene e nel male, e allora io ho preparato, sì, fave e salame, ma in mancanza del S. Olcese ho scelto il salame di Felino (anche in onore della mia parziale origine emiliana), al posto del pecorino ho scelto un morbido caprino dell’astigiano fasciato nella foglia di vite … e il risultato finale è stato di grande soddisfazione!

Variazioni sul tema: si può usare questo connubio di sapori e preparare degli spiedini-stuzzichino alternando su uno stuzzicadenti una fava, un pezzettino di formaggio (non piccante, l’importante è che sia ben sodo) e mezza fettina di salame. Con questi colori, sono persino patriottici!

la bandiera italiana e quella della pace

bandiera italiana

bandiera della pace