frittata arrotolata ripiena

Frittata arrotolata ripiena

La frittata arrotolata ripiena, sembra banale, ma non lo è.

Leggete fino in fondo

Gli ingredienti, per sei persone

  • 6 uova
  • 50 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
  • 1 pizzico di sale
  • 100 grammi di prosciutto cotto
  • 3 cucchiai di formaggio spalmabile (per me, parmigiano fuso)
  • Carta da forno

Tempo di preparazione: 15 minuti + il raffreddamento

Tempo di cottura: 20 minuti


Si comincia accendendo il forno statico a 180°.

Poi si prepara la frittata, ovvero si sbattono le uova con parmigiano grattugiato e sale; si prende una teglia da forno rettangolare di buone dimensioni (35 cm. x 25) e si foderata bene con la carta da forno.

Si versano le uova nella teglia e si passa tutto in forno per circa 18 – 20 minuti, finché le uova non sono ben rapprese e la superficie incomincia a colorarsi un pochino.

Quando la frittata è pronta, bisogna lasciarla almeno intiepidire, ma sempre dentro la teglia.

Ora si farcisce con il formaggio spalmabile e il prosciutto a fette e, aiutandosi con la carta da forno, si arrotola bene. Si mette in frigorifero per almeno un paio d’ore, prima di affettarla e gustarla.

Perché ho trovato così interessante la frittata arrotolata ripiena?

La frittata non è fritta, a discapito del nome, anzi, cuoce completamente senza grassi


La farcitura si presta a essere integrata o modificata, con ogni tipo di condimento possa venire in mente: affettati e formaggi vari, formaggi spalmabili diversi come ricotta, robiola, gorgonzola, verdure ben sminuzzate e/o mischiate al formaggio ecc. E’ quindi una perfetta ricetta antispreco

Io ne ho preparato una versione vegetariana, con un pugno di spinaci lessi tritati insieme a qualche cucchiaio di ricotta e una decina di pinoli.


Unica raccomandazione: non usate meno di sei uova, per arrotolare bene e facilmente le dimensioni della frittata sono fondamentali. Del resto, si conserva perfettamente qualche giorno in frigorifero, ben chiusa in una scatola ermetica, ed è perfetta per chi deve portarsi il pranzo in ufficio.



Lucien Freud, Four eggs on a plate

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