chiacchiere

Chiacchiere, cenci, frappe … bugie!

 La cucina italiana è, si sa, un’espressione impropria, perché ogni piatto della cosiddetta tradizione ha origini precise in una e una sola regione d’Italia: pensiamo alla pizza (Campania), alle lasagne (Emilia Romagna), al pesto (Liguria), alla cotoletta (Lombardia) eccetera eccetera.

Ogni tanto, però, compare un piatto trasversale, una ricetta che viene proposta in tutte le regioni in modo praticamente identico, e nello stesso periodo di tempo, Carnevale.

Potevamo forse, noi italiani, risolverci all’indifferenza verso il campanile, potevamo accettare, anche solo una volta l’anno, di mangiare tutti la stessa cosa? Giammai! Se la ricetta è la stessa, ognuno le darà un nome diverso, ed ecco salva l’identità regionale.

Quindi le chiacchiere lombarde, i cenci toscani e le frappe romane, in Liguria si chiamano Bugie.

Queste sono le Bugie di Primo non Sprecare, con la ricetta storica della mia famiglia.

Ingredienti per una montagna di bugie (perchè sono così buone che se ne mangiano un mucchio):

  • 500 grammi di farina
  • 50 grammi di zucchero
  • 40 grammi di burro
  • 1 uovo intero e 1 tuorlo
  • 1 pizzico di sale
  • Vino bianco secco

Preparazione:

  1. Fate ammorbidire il burro nel forno a microonde, 30 secondi a potenza massima
  2. Impastate tutti gli ingredienti, dosando il vino bianco fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica, ma asciutta.
  3. Lasciatela riposare ben coperta (da un piatto o dalla pellicola) per almeno mezz’ora, anche un po’ di più se possibile.
  4. Riprendete la pasta, selezionatene una piccola porzione, direi l’equivalente di un pugnetto, badando a lasciare sempre ben coperta la parte avanzata.
  5. Aiutandovi con la macchinetta per fare la sfoglia, tirate la pasta molto sottile: cominciando dalla prima posizione, dove sarà sufficiente passarla una volta o due tanto per dare una forma regolare, dovete arrivare alla penultima posizione. Potete anche lasciare la pasta un po’ più spessa, ma il risultato sarà troppo simile alla frolla.
  6. Con una rotellina ricavate tanti rettangoli della dimensione di circa 10×10 centimetri, ma in realtà non ci sono regole, fateli come volete.
  7. Dopo averli ben divisi, incideteli superficialmente dividendo idealmente il quadrato in tre parti, così al momento di gustarle si spezzeranno naturalmente secondo queste linee. Data la sottigliezza della pasta, questa operazione deve essere fatta con un po’ di calma e attenzione, e infarinando un po’ sia la rotella che le dita con cui terrete fermo il pezzetto di pasta.
  8. Ora a voi la scelta, friggerle o farle al forno.
  9. Fritte sono (ahimè) migliori, e se scegliete questa cottura, dovrete procurarvi un pentolino profondo dove versare una quantità d’olio che arrivi a un’altezza di almeno quattro o cinque centimetri: le bugie devono affondare nell’olio. Vedrete come si gonfiano e cuociono in pochissimo tempo!
  10. Per cucinarle al forno: accendete subito a 180°, preparate due teglie più grandi possibile foderate di carta da forno e prevedete una specie di catena di montaggio.
  11. Tirate la prima porzione di pasta, dividetela in quadrati, appoggiateli man mano sulla prima teglia in un solo strato, e infornate. Tirate la seconda porzione di pasta e vedrete che, quando la seconda teglia sarà pronta, le bugie della prima saranno cotte, di un bel color biscotto. Quindi, cambio!  E così via fino all’esaurimento della pasta.
  12. Man mano che le bugie sono pronte, raccoglietele in un recipiente capace e completatele con una generosa spolverata di zucchero a velo
  13. Sia in un caso che nell’altro, si tratta di un lavoro cadenzato, certosino, al quale dedicare tutta la nostra attenzione per un tempo piuttosto lungo.

Alla fine, però, il risultato è delizioso! Nascondete una parte di bugie per voi, e chiamate i bambini!

Buon Carnevale 🙂

coriandoli

13 pensieri su “Chiacchiere, cenci, frappe … bugie!”

  1. Mia nonna paterna, quindi veneta, li chiamava galani, e spesso mi capita di sentirle chiamare galle.
    Hai ragione Paola: questo è davvero un dolce trasversale e lo trovo meraviglioso.
    Dovremmo considerare questo concetto come una metafora per molti ambiti: nomi diversi ma medesima essenza.

  2. Cara Paola ho già sperimentato anni fa la tua ricetta e il risultato è stato strepitoso. E necessario avere tempo e pazienza. Grazie,

  3. Mia madre era molto brava a fare i dolcetti per Carnevale anche perché le friggeva nello strutto e restavano davvero leggere. Io non riesco perché non ho voglia di fare tutti quei miracolosi passaggi… Peccato. Le comprerò. Comunque grazie per le tue meravigliose ricette 💙

    1. Grazie a te che leggi sempre, posso rispondere in modo analogo: anche mia mamma faceva questi dolci fritti in modo meraviglioso, io li preparo molto più raramente

  4. Da noi si chiamano crostoli. Nella ricetta c’è pure la grappa, e al posto del burro si utilizza lo strutto.
    Domanda: anche il microonde è “storico”? 😀 😀 😀

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