ccibo sprecato

Possiamo ancora permetterci di sprecare?

Veniamo da un’estate torrida e asciutta, dove i terreni faticavano a germogliare e il cibo, di conseguenza, a diventare disponibile

Finalmente, non chi ci governa, ma chi fa informazione, finalmente giornalisti e relativi mezzi di comunicazione si sono decisi a dedicare spazio, tempo e attenzione a un problema di cui si parla da oltre 30 anni: il CAMBIAMENTO CLIMATICO

Anche se passerà il momento di interesse mediatico (e spero di no!), non passeranno le conseguenze di una situazione che tutti, con i nostri comportamenti quotidiani, abbiamo contribuito a creare: piccoli inciampi quasi impercettibili che, moltiplicati per i miliardi di esseri umani che siamo, ci hanno portato qui.

Se vogliamo fare qualcosa dobbiamo farlo subito, dobbiamo farlo tutti, ogni giorno

Ancora una volta, quindi, insisto sul valore del non-spreco. di tutto ma in particolare di quello alimentare

Sprecare cibo non significa solo sprecare soldi, ma buttare le preziose risorse che sono state usate pechè quel cibo arrivasse nelle nostre case.

Ecco, fin qui ho un po’ tuonato …. guardate il video, più rilassante 🙂

Lo trovate anche su Non Sprecare

10 pensieri su “Possiamo ancora permetterci di sprecare?”

  1. Perfettamente d’accordo, prima di buttare del cibo si dovrebbe riflettere se è possibile riutilizzarlo, anche perché alcune golose ricette sono realizzate proprio con alimenti di recupero.
    Non per fare il benaltrista, però lo spreco domestico è poca cosa rispetto a quello della grande distribuzione, dei mercati e delle mense, ben più deleterio. Per esempio, uno dei miei figli collabora con una associazione no-profit che tra le varie attivitè di aiuto alimentare alle famiglie in difficoltà recupera quanto avanza da una un paio di mense aziendali e di un centro estivo. A parte il grande spreco di cibo, è spaventevole la quantità di plastica che viene utilizzata, dato che si tratta esclusivamente di monoporzioni. In pratica per alcune confezioni c’è più plastica che cibo.
    🙁

    1. Niente benaltrismo, dici cose correttissime. Lo spreco domestico raccoglie, a fine anno, tonnellate di cibo buttato, e ridurlo a “poca cosa” non è corretto: ogni famiglia italiana spreca circa mezzo chilo di cibo alla settimana, in media, e questo genera quantità da non sottovalutare. Le ricette tradizionali, magnifici esempi di creatività domestica, arrivano proprio da tempi di risorse così limitate da non far sprecare nemmeno una briciola. E’ altrettanto vero quello che dici e racconti dell’esperienza di tuo figlio, problema risolto in parte dalla legge Gadda del 2016 che ha dato spazio a tante iniziative, come quella per cui collabora tuo figlio, a recuperare cibo invenduto o avanzato superando limiti burocratici inutili, e i risultati sono straordinari. Quanto alle confezioni, me ne interesso anch’io, ma sembrano irrinunciabili per la conservazione; però su quest’ultimo punto sono meno informata, e condivido la tua/vostra perplessità. Grazie sempre del tempo che mi dedichi

    1. Non ho dubbi. Io sono mezza emiliana e vado in un paese dove prevale l’attività agricola. Lì, la raccolta dell’umido non c’è perchè recuperano tutto, o mangiare per gli animali (altro che crocchette), cani, galline, conigli, o fanno il compost per l’orto. E’ in città dove, credimi, sembra che molti pensino che la frutta nasca nelle ceste del supermercato, che non si capisce l’importanza, il valore di quello che mangiamo.

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