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La legge Gadda: la conoscete?

Oggi si parla molto, moltissimo di spreco alimentare (quanto al contrastarlo, molto meno), ma credo nessuno, o quasi, ricordi che finch’è non c’è stato Expo Milano 2015, non se ne parlava per niente (e io credevo che nessuno buttasse niente, come ho sempre fatto io)

Ricordo il mio stupore quando, ormai undici anni fa, ascoltavo il professor Andrea Segrè raccontare quanto cibo veniva buttato via ogni giorno, in tutto il mondo. Chi più, chi meno, tutti sprecavano … e continuano

Per contrastare almeno un po’ questo problema c’è, in Italia, un’unica legge (166/2016) che compie in questo periodo dieci anni: la legge Gadda

Con questa legge è diventato molto più semplice, per negozi, ristoranti, locali, supermercati e quant’altro, regalare le eccedenze della giornata che, prima, erano destinate a diventare rifiuto

Quindi lasciatemi ringraziare platealmente Maria Chiara Gadda per il suo inarrestabile contributo verso uno spreco alimentare più misurato, per il recupero delle eccedenze a beneficio dei meno abbienti, per averci insegnato a essere più generosi e più consapevoli

5 pensieri su “La legge Gadda: la conoscete?”

  1. Buongiorno, non conoscevo questa legge che trovo ottima! Solo segnalo che purtroppo non è, dopo 10 anni, ancora “organizzato” un “ritiro dell’invenduto” ma, sovente detto ritiro è lasciato alla “buona volontà” di privati cittadini volenterosi e indignati di assistere allo SPRECO ALIMENTARE quando ci sono persone che muoiono di fame……

    1. Buongiorno Rita, grazie, ottima precisazione! Il limite della legge Gadda è che non rende niente obbligatorio, ma lascia alla buona volontà dei soggetti. Insomma, una prima legge di rottura, ma purtroppo a tutt’oggi l’unica. Mi creda, chi si dà da fare per recuperare le eccedenze, e ridistribuirle, sente il peso del vuoto normativo che renderebbe il lavoro anche più semplice. Bene che se ne parli!

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