Gnocchi di patate fatti in casa

Gli gnocchi di patate fatti in casa sono squisiti, inconfondibili!

Sono tutt’altra cosa rispetto agli gnocchi comperati pronti, sono facili e veloci da preparare, alla portata di tutti, potete anche farvi aiutare dai bambini!

La tradizione ligure vuole gli gnocchi di patate conditi rigorosamente con il pesto genovese, e confermo che così sono irresistibili. Ma il loro sapore delicato si sposa bene con molti condimenti, da una semplice salsa di pomodoro ai formaggi fusi abbinati a frutta secca.

Non abbiate paura di farne troppi, si prestano a essere congelati, come vi dirò in seguito

Facciamo gli gnocchi di patate.

Tempo di preparazione 5 minuti – Tempo di cottura delle patate 20 minuti circa – Tempo di preparazione 30 minuti – Difficoltà medio bassa

Gli ingredienti per preparare gli gnocchi di patate fatti in casa, per 4 – 5 persone:

  • 1 kg. di patate farinose (bianche e un po’ invecchiate)
  • 300 grammi di farina 0 + un po’ per la spianatoia
  • 1 cucchiaino colmo di sale

Procedimento:

  1. Lavate accuratamente le patate senza sbucciarle e fatele lessare in acqua salata finchè, pungendole, la forchetta affonda senza difficoltà
  2. Scolate le patate e trasferitele in una ciotola con acqua fredda, di modo da poterle maneggiare senza ustionarvi le dita
  3. Sbucciate le patate: vedrete che la buccia si staccherà molto facilmente. Fate attenzione a non bagnarle, non devono assorbire acqua
  4. Mettete la farina sulla spianatoia e schiacciateci dentro le patate. Potete farlo a mano, rompendole con una forchetta. Io preferisco usare l’apposito strumento, per un risultato più omogeneo
  5. Incominciate ad amalgamare farina e patate: vedrete che dopo pochi minuti si sarà già formato l’impasto piuttosto liscio. Non insistete a lavorarlo, altrimenti diventa colloso
  6. Staccate una piccola porzione di impasto, rotolatela sulla spianatoia per darle una forma lunga e arrotondata, poi tagliate gli gnocchi della lunghezza di circa 2 cm.
  7. Man mano che gli gnocchi sono pronti, allineateli su un lato della spianatoia infarinata.
  8. Continuate così fino a esaurimento dell’impasto

Come si cuociono gli gnocchi di patate?

Si tuffano in acqua bollente salata e si scolano man mano che vengono a galla

Come si conservano gli gnocchi di patate?

Se pensiamo di cucinarli nel giro di poco tempo (un paio d’ore) si lasciano a riposare sulla spianatoia. In questo caso consiglio di usare della semola al posto della farina, perché assorbe meglio l’umidità e li tiene più in forma

Se li abbiamo preparati con grande anticipo, possiamo congelarli mettendoli, ben ordinati e distanziati, su un vassoio da passare in freezer per qualche ora. Una volta che gli gnocchi di patate saranno perfettamente congelati, si trasferiscono in un sacchetto, e al momento di cucinarli si procede come con gli gnocchi freschi, senza scongelarli.

11 commenti

  • Eletta Senso

    Purtroppo non li ho mai fatti, così come non ho mai fatto la pasta… E pensare che mia madre ha sempre le mani in pasta: gnocchi, ravioli, tortelli, pasta, e torte… Non ho proprio preso da lei. Ciao

  • Mr.Loto

    Davvero belli i tuoi complimenti, a casa mia li facciamo abbastanza spesso nel periodo invernale usando il tuo stesso procedimento. A me piccono molto con il sugo di noci.
    🙂

  • Alidada

    Domani li frò! E’ da tanto che volevo provare e ora ho delle patate che devo cuocere perché stanno per sciuparsi. Mi piacciono tantissimo, se quelli fatti a mano sono più buoni immagino che bontà 🙂

  • Stelio

    Ti regalo un’altra chicca, e più precisamente come si possa identificare un popolo mediante un alimento, in questo caso gli gnocchi, tanto per farti capire come sia forte la loro radice mitteleuropea.
    Dalle nostre parti per “gnochi” si intendono i tedeschi, in quanto si presume che, data l’abbondanza di tale tubero al Nord, gli gnocchi di patate siano stati, per necessità, molto presenti nella cucina austriaca.
    In Italia i tedeschi vengono invece chiamati “crucchi”, ma da noi tale denominazione non avrebbe senso.
    Tutto risale alla prima guerra mondiale, quando nei campi di prigionia regnava una fame nera. I prigionieri austroungarici provenivano da molti paesei diversi, e gli italiani si scontrarono prevalentemente con truppe boeme, slovacche, ungheresi, croate, bosniache e altro, poco più di guardie di frontiera in quanto il grosso dell’esercito era stato mandato a sfracellarsi in Galizia.
    I prigionieri affamati domandavano pane, ma non conoscendo l’italiano usavano la lingua del posto dove avevano combattuto, la Slovenia, in quanto ognuno di loro chiamava il pane in un modo diverso, e presumevano che anche i loro nemici, essendo confinari, conoscessero lo sloveno, perciò chiedevano “kruh”. Così tutti quelli che chiedevano a gran voce del “kruh” divennero i crucchi.
    Ahoj
    🙂

    • Paola

      Grazie anche per le informazioni di storia, non sapevo l’origine della parola crucchi. Sapevo invece, purtroppo, della fame patita da quei poveri ragazzi al fronte, di qualunque origine fossero

  • Stelio

    Salve, sottoscrivo la promozione degli gnocchi fatti in casa, un piatto divertente da preparare, ottimo da gustare, e facilmente digeribile. Per inciso, gli gnocchi pronti che si trovano al supermercato (e anche quelli dei ristoranti che si servono del catering) utilizzano fecola di patate, e si distinguono da quelli tradizionali dal retrogusto un po’ amaro che lasciano in bocca.
    Mi permetto di aggiungere la variante mitteleuropea degli gnocchi, una ricetta più consona al nostro clima rigido.
    In primo luogo utilizziamo le patate rosse, tipiche di ogni zona carsica, e talvolta quelle blu. La polpa di quelle rosse ha il solito colore, mentre le blu hanno la buccia normale e la polpa blu.
    Per lessarle posso evitare l’immersione in acqua, grazie alle caratteristiche delle mie unità di cottura AMC, ma sto cercando il punto esatto di cottura per prepararle a secco, ovvero in forno.
    Per schiacciarle qui si usa un attrezzo di sana e solida costituzione chiamato “strucapatate”, e sono indispensabili 2 passaggi di schiacciamento.
    Poi si pone una noce di burro al centro delle patate ancora calde, si attende che si ammorbidisca quindi si impasta il tutto e lo stende un po’ realizzando una conchetta in centro. In quella, quando l’impasto si è raffreddato, si mette un uovo intero e il sale, quindi si amalgama il tutto. Solo a questo punto si inizia ad aggiungere la farina.
    Ho notato che utilizzi un attrezzo speciale per la rigatura, ma in mancanza di quello va benissimo anche il retro concavo di una grattugia tradizionale, facendo rotolare lo gnocco col pollice.
    Da noi gli gnocchi sono un “must”, e abbiamo moltissime varianti, una delle più gustose è quella degli gnocchi coi susini.
    Ahoj

    • Paola

      grazie mille per questo dettagliato e interessante commento, la prossima volta userò i tuoi ingredienti, variante mitteleuropea. Trovo anch’io le patate blu, ma hanno un prezzo improponibile, almeno a Milano. Oddio, per una volta si può fare uno sforzo. Non conosco l’unità di cottura AMC, però cuocendole con la buccia, l’assorbimento dell’acqua è davvero limitato. I susini cosa sono? Perchè per me sono alberi, un po’ duri per farci il sugo 🙂

      • Stelio

        Eccomi,
        potrei supporre che il prezzo alto delle patate blu derivi dal fatto che tale tubero abbia delle ristrette zone di produzione, e tra quelle la Lombardia non c’è. La patata blu infatti predilige i terreni carsici, quindi è ovvio che io la trovi facilmente nell’adiacente Slovenia, come pure il grano saraceno, comunissimo da quelle parti, ma che in Italia si può comprare, a caro prezzo, nelle rivendite specializzate in alimenti bio e affini.
        La unità di cottura AMC sono delle pentole che cuociono senza l’aggiunta di acqua e grassi, anche se, lo confesso, per alcune ricette io prediligo ancora il metodo tradizionale. Sono ottime per la verdura, in quanto i sali non vengono dispersi nell’acqua di cottura. Se ti servono altre info scrivimi pure.
        Per susini noi intendiamo le susine selvatiche, quelle piccole e un po’ asprigne.
        Bisogna tagliare la susina a metà per il lungo, e nell’incavo dove c’era il nocciolo si versa un po’ di zucchero (1/2 cucchiaino piccolo) e un po’ di cannella, quindi si lasciano lì per una mezz’oretta.
        Si fa la normale pasta degli gnocchi e si preparano le due metà in modo che assieme contengano la mezza susina. Si chiudono le due metà, si modellano a farne una sfera e quindi si buttano tali gnocchi a bollire come quelli normali.
        A parte abbiamo abbrustolito del pane nel burro e abbiamo lasciato tale intingolo nella padella ancora calda.
        Quando gli gnocchi salgono li si tira su con la schiumarola (qualla grande in filo), li si scola bene e li si rivolta nella padella in modo che prendano su il pane abbrustolito.
        Servire SUBITO.
        Nella prossima puntata: i “kiffel” 🙂
        Ahoj

        • Paola

          Grazie, una ricetta molto particolare. Grazie anche per la storia delle patate blu, che non conoscevo. Le cercherò e le proverò, costano 5 – 6 euro al chilo, ma per una volta si può fare un piccolo sforzo

  • clibi

    Io li adoro anche se sono conditi solo con un buon olio extra vergine di oliva, per me sono sempre irresistibili 🙂