Doggy Bag, la sua storia

Buondì,

Oggi inoltro questo articolo che illustra un po’ la storia della doggy bag

Il nome, anglosassone e fuorviante, indica semplicemente la possibilità di portarsi a casa, dai ristoranti, quanto non consumato delle nostre porzioni.

I ristoranti più seri e preparati (non necessariamente i più lussuosi) la propongono da tempo, hanno contenitori adatti e sollecitano i clienti ad accettarla, e sapete perchè? Perchè quello che noi abbiamo ordinato, che è arrivato sulla nostra tavola, anche se rimane nel piatto di portata, DEVE obbligatoriamente essere buttato via dal ristoratore, per norme igieniche non banali.

Con queste premesse, il mio non è un consiglio, è un ordine! 😉

Naturalmente l’ideale sarebbe ordinare la quantità corretta di cibo, quella giusta per saziarci, ma in caso di esubero, chiedete senza remore di portare a casa il cibo che avete avanzato, e pagato!

Farete un favore all’ambiente e a voi stessi.

https://www.nonsprecare.it/doggy-bag-ristorante-perche-e-importante-chiederla

E per utilizzare al meglio gli avanzi della vostra doggy bag, potete ispirarvi qui:

11 pensieri su “Doggy Bag, la sua storia”

  1. In pizzeria lo faccio da tempo, al ristorante poco anche perché non ordino mai un menù completo non riuscirei a mangiare tutto.

  2. Pingback: La “famigerata” Doggy Bag — Primo non sprecare – Evaporata

  3. appoggio l’iniziativa
    se purtroppo avanzo qualcosa chiedo sempre di portarla a casa.
    una semplice vachetta di alluminio va più che bene
    al ristorante ikea la doggy bag è un involucro di carta da cibo da costruire al momento

      1. Io apprezzo molto l’avvertimento scritto nei ristoranti dove fanno l’all you can eat: se avanzi lo paghi.

  4. Specialmente nelle prossime festività è d’obbligo chiederla perché i pranzi e le cene luculliano danno il via a sprechi scandalosi.

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