Nonostante qui si parli di cibo e di come non sprecarlo, non posso fare a meno di esprimere due parole sulla scomparsa di Francesco Guccini
Sono commossa dal fatto che il cantautore, poeta, studioso (… son, della razza mia, il primo che ha studiato), Uomo, abbia ricevuto un omaggio così caloroso da un pubblico vastissimo; non credo solo suoi ammiratori (erano anni che non si faceva più vedere), ma da tanti che lo hanno avuto come sottofondo musicale per lunga parte della vita, trovando, nel suo repertorio, sempre la parola, la frase giusta per esprimere il proprio pensiero.
Il Cardinale Zuppi, suo grande amico (quando si incontrano due persone che non smettono mai di cercare) non gli ha dedicato lacrime, ma parole perfette.
Io lo ricordo già moltissimi anni fa, quando era noto solo in Emilia, Modena e Bologna, quando i suoi pezzi erano interpretati dai Nomadi. Erano gli anni ’60: grazie a lui, con Auschwitz, noi allora ragazzini abbiamo conosciuto la Shoah
Sul palco era simpaticissimo, coinvolgente, non solo un concerto, ma un vero spettacolo. E terminava sempre con tre pezzi: Dio è morto, Canzone per un’amica, La locomotiva
“Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi …”

Mi unisco al tuo ricordo e al tuo pensiero.
Tu sei molto più giovane di me, io lo seguo dai primissimi tempi. Le mie radici sono in parte emiliane e vicine ai suoi posti. ho diversi amici qui che lo hanno conosciuto e frequentato, nel limite dei percorsi di vita diversi.
Io l’ho scoperto tardi… Andammo anni fa ad un concerto…. La canzone preferita per arrangiamenti e testo è Scirocco
meglio tardi che mai 🙂