Bagnacauda day
Salse e sughi,  Vitamine vaganti

La Bagna Cauda

Vi ho già presentato Vitamine Vaganti

Eccomi allora, sempre sulla stessa pagina, con una ricetta molto invernale, una ricetta tradizionale che richiede un po’ di coraggio, ma che in compagnia è davvero impareggiabile.

Si tratta della Bagna Cauda.

Per una volta, vi raccomando di leggere tutto l’articolo: oltre alla ricetta troverete un po’ di storia e, infine, una caratteristica di questo piatto che lo rende ancora più simpatico, interessante e attuale.

Buona lettura e buon appetito!

Paola

16 commenti

  • Neda

    Adoro la bagna cauda. L’avevo scoperta nell’astigiano, moltissimi anni fa, ma riuscivo a farmela servire anche in Liguria. Poi ho imparato a farla anch’io. Sono anni che non la faccio. Ci riproverò.

  • La Grazia

    Ecco vedi uno del sud una cosa del genere non ce la farebbe, avevo negli anni novanta una tovaglia con tutte le ricette regione per regione, risi e bisi, bagna caoda e altre, ora che sono a dieta, questo piatto gli americani lo propongono come soupe una alternativa calda allo smootie di verdure fredde ! E me lo faccio piacere ! 😆

  • Vittorio

    nella ricetta tradizionale e pesante l’aglio si misura a teste: una tetsa per ogni partecipante
    questo ovviamente comporta l’impossibilità di stare a vicino ai commensali per le successive 48 ore
    si può addomesticare l’aglio privandolo dell’anima, la parte centrale e verde, oppure lasciandolo 24 ore a bagno nel latte
    mai e poi mai usare la panna per arrotondare il gusto della bagna cauda

    era anche tradizione nei tempi magri di mangiare la polenta tutti assieme e appendere sopra il tavolo un’acciuga salata. si prendeva una forchettata di polenta e la si strofinava sull’acciuga. il primo che finiva la sua razione, o arrivava al centro della poenta rovesciata, prendeva tutta l’acciuga per se

      • Vittorio

        la penso allo stesso modo
        abbiamo da mangiare tutti i giorni e ne abbiamo oltre l’abbondanza

  • Non Solo Campagna - Il blog di Elena

    Dal sale deriva la parola salario e quindi salariato, perché si veniva pagati col sale. Se non ricordo male i soldati romani venivano pagati così. La via Salaria si chiama così perché portava alle saline. Tanto per completare la parte storica.