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Alimentazione e ambiente, l’equilibrio è possibile, ma dipende da noi

Ogni giorno che passa, penso sia sempre più importante non separare l’etica dalle scelte alimentari. Etica che, però, deve avere un respiro ampio, non solo un risultato immediato che non risolve il problema a monte, ma si limita a semplificarlo a valle.

L’altra sera ho ascoltato i risultati di una ricerca condotta da Milena Gabanelli, relativa al consumo di carne rossa. In Italia non abbiamo mai esagerato in quel genere di scelta, e si sta sempre più diffondendo la consapevolezza di quanto la carne rossa sia nociva per la salute e ancor più nociva per l’ambiente (avete idea di quanto mangia e beve un manzo prima di diventare carne rossa?).

Giustamente, Milena Gabanelli faceva anche rilevare che ci sono milioni di persone, nel mondo, che lavorano nella filiera della carne rossa, e non sarebbe etico nemmeno un cambiamento di rotta così drastico da creare loro problemi economici.

Un’inversione di tendenza graduale e regolare, a carico di ogni cittadino, lascerebbe anche il tempo di correggere non solo le abitudini, ma anche le mansioni.

Questo vale per tutto: se ognuno di noi facesse una riflessione e scegliesse, nelle sue abitudini, di impegnarsi per un cambiamento, anche piccolo, ma regolare, ecco questo potrebbe fare la differenza.

Vi lascio con due messaggi di speranza e di positività, e se tra i vostri progetti c’è anche quello di non sprecare più cibo, leggete il mio “Gusto di non Sprecare” 🙂

Dalla Fondazione Barilla

Dal Fatto Alimentare

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